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Liszt: Hungarian Rhapsodies • László

Non solo musica, anzi… Un numero impressionante di musicisti hanno svolto in vita un lavoro o più redditizio del comporre musica (chimici, medici, politici) o vocazionalmente più coinvolgente (frati, sacerdoti, vescovi e cardinali). Di umilissime origini (il padre era calzolaio – professione molto vigevanese – e la madre musicista che impartiva lezioni private di pianoforte) Ervin László è nato a Budapest il 12 maggio 1932 e ha iniziato a farsi conoscere come pianista prendendo parte al 1947 al Concours International de Musique di Ginevra, che in quell’anno fu vinto da Paolo Spagnolo, seguito da ben QUATTRO secondi premi ex aequo: Sergio Fiorentino, Ervin László appunto, Marie-Madeleine Petit e Gilbert Schuchter (l’anno precedente il primo premio andò a Friedrich Gulda, l’anno successivo tra i secondi premi troviamo Maria Tipo). Non erano ancora tempi nei quali ad un premio musicale prestigioso corrispondeva una registrazione discografica, ed è pure vero che per Spagnolo e László dovranno ancora passare almeno otto anni prima di entrare in sala di incisione (Sergio Fiorentino è più fortunato avendo inciso in studio fin la 1953). A Ervin László viene offerta l’occasione di incidere dei dischi (non è chiaro se nel 1956 o 1957 secondo l’opinione del mio amico Peter di Londra, ma io credo che sia il 1955), sicuramente a Roma negli studi della RCA, dome ormai registrano moltissimi grandi interpreti della Victor, Rubinstein per primo. Io ho forti dubbi su questa datazione e credo che siano da retrodatare di almeno due anni. Ho anche chiesto negli US ad alcuni notissimi collezionisti, e sono in attesa di ricevere una risposta che spero sia più che soddisfacente. Ma nel caso fosse il periodo ’56-’57 mi rimane il dubbio che – essendo la stereofonia una tecnica già consolidata alla RCA di Roma – i tre volumi delle Rapsodie Ungheresi di Liszt siano stati distribuiti solo nella versione monoaurale. La produzione lisztiana entra in concorrenza con la blasonatissima edizione RCA LM-1772 di Alexander Brailowsky che raccoglie incisioni realizzate nel 1946, 1953 e 1956. È evidente che non ha senso una simile concorrenza interna (e con un nome non ancora famoso) a patto che non si tratti di una produzione ‘locale’, italiana nella fattispecie. Cercate su Google le prime copertine di questa prima serie di LP di Liszt (le edizioni ‘nazionali’ non hanno i quattro numeri successivi alla sigla LM o LSC, ma cinque, con davanti ML per i mono e SL per gli stereo): la grafica e i numeri di catalogo sono molto diversi dalla successiva serie Victrola e ha dei meravigliosi disegni realizzati della sua connazionale Gitta Mallasz. Poco dopo Liszt esce un disco ddedicato a Sibelius e qui entra in crisi l’ipotesi di una location romana come sede di registrazione, poiché il disco del Finlandese non appare mai in Italia, ma solo in Germania (alto prezzo) e molto più avanti in UK, nella serie economica Victrola, rimasterizzato con effetti stereo, copia che ho io.

«Le vie del Signore sono ‘finite’», come recita il titolo del film di Massimo Troisi del 1987, è così improvvisamente appena dopo il 1958 finisce la ‘vocazione’ musicale di Ervin László, appena all’inizio di una carriera musicale con grandi aspettative. Nei primi anni ’60 registra per la HND di Amburgo un ciclo pianistico ancora dedicato a Liszt, poi il pianoforte di Ervin László tace per il pubblico: torna in studio per due LP della svizzera VDE agli albori degli anni ‘70. Scrive: «Ho iniziato la ricerca e lo studio della filosofia e della scienza nella primavera del 1959, poco dopo la nascita del mio primo figlio. Fino a quel momento il mio interesse era solo per la carriera pianistica, il resto altro non era altro che un hobby. Ho viaggiato per il mondo come musicista [straordinaria fu una tournée in US agli inizi degli anni ’50, ndr]: non avevo il sentore che la musica sarebbe diventata da quel momento poco più di un passatempo intellettuale. Il mia passione per la filosofia e la scienza crebbe vertiginosamente e divenni ricercatore nel 1959: da quel momento fu la mia attività principale». Si laurea in lettere e scienze umane alla Sorbona di Parigi, e diventa uno dei maggiori esponenti del settore dei progetti globali presso l'Unitar (Istituto delle Nazioni Unite per l'addestramento e la ricerca) e consulente scientifico dell'UNESCO. Rettore dell’Accademia degli Studi sul Futuro (Vienna), Ervin László è autore di più di cinquanta saggi sulla scienza della evoluzione, sullo sviluppo del pianeta, sulla ‘Teoria della Complessità’, alcuni dei quali tradotti e pubblicati in Italia da Mondadori, Feltrinelli, Sperling & Kupfer e Corbaccio. Lascio a voi la ricerca si Google delle opere e del pensiero di Ervin László attorno alla fisica quantistica, alla ‘memoria cosmica campo-Akashico’ e anche delle critiche che gli sono state mosse per alcuni risultati delle sue ricerche (sono note le sue polemiche speculazioni sull'evoluzione darwiniana). Comunque per le sue ricerche Ervin László è stato candidato per ben due volte (2004 e 2005) al premio Nobel per la pace (http://www.laszloinstitute.com/it/biography/). Oggi Ervin László vive in Toscana, festeggiato 87enne in questo 2019

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