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  • grandezecky6

Ieri e oggi con Carlo Bergonzi

Disco che ho cercato per molto tempo e che , grazie ad un amico ho trovato di eccellente qualità (NM). Che dire? Bergonzi apre bocca ed è Italia, canta e siamo 'a casa'. Ho trovato una pagina meravigliosa di Jan Neckers (http://www.operanostalgia.be/html/bergonzi1.htm), ed ad un certo punto ecco apparire una sua personale esperienza di ascolto si questo vinile. Lo traduco qui in italiano: «Presso il Metropolitan di New York, Carlo Bergonzi ha concentrato la sua carriera ancora una volta superando in presenze tutti maggiori teatri italiani e all'arena di Verona, dove però Franco Corelli non è più apparso. Fu sicuramente il tenore numero uno in Italia durante gli anni '60, che è qualcosa di appena diverso dall'essere il tenore italiano n. 1. Sul fronte discografico Decca (la casa discografica d'opera più venduta) aveva messo sotto contratto Corelli, ma DGG e RCA e successivamente la Philips hanno avviato programmi di registrazione intenso con Carlo Bergonzi, soffrendo meno la concorrenza di Corelli che non quella di Mario Del Monaco. Inoltre, poiché la signora Loretta Di Lelio-Corelli aveva spinto il marito a comportarsi in modo piuttosto irregolare in studio di registrazione, incidere un'opera con Corelli è sempre stato un rischio e quindi i produttori spesso preferivano Carlo Bergonzi. Per ben due volte Bergonzi dovette sostituire Corelli dopo la rottura del contratto d'incisione: nel 1967 salvò Decca per l'incisione de La Gioconda e, nel 1969, incise il suo meraviglioso e 'classico' Alvaro per EMI (con Martina Arroyo) quando Corelli cancellò ad una settimana di distanza dall'inizio delle sessioni. Sebbene fosse uso far trascorrere almeno un anno senza una (o due) nuove registrazioni di opere complete, Bergonzi mostrava una grande differenza con il suo predecessore, il suo contemporaneo e i suoi successori. Nessuna casa discografica gli offrì un recital da solista poiché il mito (diceva Bergonzi) del tenore 'da solo' non vendeva. Ricordo ancora l'eccitazione che provai in quel bel vecchio negozio 'Ricordi' dietro l'angolo alla Scala [non era proprio in angolo, ma via Berchet, e in quegli ani lo frequentavo anch'io, n.d.r] nel 1968. Fu in un memorabile (primo) viaggio in Italia. La sera prima avevamo sistemato la tenda in un campeggio buio pesto presso Varese. Alle cinque del mattino mi svegliai mentre il mio materasso ad aria cercava di lasciare la tenda da solo: pioveva forte da ore e inconsapevolmente avevamo installato la nostra tenda nel terreno collinoso e drenante del campeggio. Bagnati e infreddoliti andammo a Milano dove a quei tempi era ancora possibile parcheggiare a fianco il Duomo. Il freddo e l'umidità mi abbandonarono di colpo nel negozio Ricordi, quando presi in mano quel meraviglioso LP: Ieri e Oggi con Carlo Bergonzi, un disco magistrale con canzoni italiane dagli anni Trenta agli anni Sessanta (a Gand quando Bergonzi tenne un recital nel 1981 tenni una conferenza su di lui e ho preso d'assalto il pianoforte senza preavviso cantando il suo Stranieri nella notte). Il disco era etichetta Jaguar – totalmente a me sconosciuta – e non ho oggi ancora conosciuto un altro collezionista che ne abbia una copia. Nel 1969 era praticamente sparito; più tardi alcune di queste canzoni furono ripubblicate su un RCA Italiana, insieme a canzoni interpretate da Gino Bechi e Ferruccio Tagliavini. Nel 1980 Ri-Fi Record pubblicò ancora una volta il disco, omettendo due canzoni ma aggiungendone due altre della stessa sessione del 1968. L'ho comprato immediatamente e – ovviamente – anche l'anno successivo questo disco era scomparso. Questo magnifico, e contagioso, canzone eseguita da Bergonzi nei suoi anni davvero grandi, meriterebbe di essere messo su CD».




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