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  • grandezecky6

Bach: Overtures BWV 1067 & 1068 • Maderna


So bene che il disco, dal cadere del XIX secolo, è diventato quasi un ‘luogo’ della musica, un ‘contenitore’, uno ‘strumento’, un qualcosa di assolutamente speciale, occupando una parte importante della nostra vita in tutte le sue diverse forme e caratteristiche tecniche, dal 78 giri al CD (per rimanere nella forma circolare) dal reel-tape, alla musicassetta, alle stereo-8 (devo averne ancora qualcuno della RCA…). Non voglio qui entrare in discussione con gli appassionati e i musicisti che difendono l’insostituibile esperienza del concerto ‘live’, ma io preferisco di gran lunga il disco. Artefatto? Falso? Costruito? Ovviamente sì, ma mi va benissimo. Io non sopporto più il ‘live’ poiché non sopporto più il pubblico che – durante l’esecuzione! – bisbiglia, sbadiglia, si muove spesso rumorosamente, e alle volte non sa nemmeno quando applaudire… Non sopporto il ‘vedere’ la faccia e i gesti di questo o quell’artista che durante l’esecuzione fa espressioni stralunate o faccine da emoticon, si muove come Spiderman o come certi pupazzi che si agitano su bocchettoni d’aria indotta… e poi – a fine concerto – va avanti e indietro tra palco e le quinte che pare Alberto Sordi ne “Un Americano a Roma” (… Ammazza che zozzeria, ahò! ... Maccarone ... m'hai provocato e io te distruggo adesso, maccarone! Io me te magno!...). È evidentemente un ‘mio problema’, sto di certo invecchiando, ma va benissimo così. Beato disco, che mi fai riascoltare Erich Kleiber e Ricardo Odnoposoff, Victor de Sabata e Alexander Brailowsky, Pierre Monteux e Guilhermina Suggia, Karl Eliasberg e Ludwig Weber…

Ora devo mantenere la parola. Ho visto che alcuni amici di Facebook, con eccellente gusto e notevole comunicativa, hanno condiviso i recenti loro acquisti discografici, soprattutto in vinile. Bravissimi, così si fa. Spudoratamente copiando questo loro apprezzatissimo spirito d’iniziativa, torno in questa mia pagina per mostrare le mie acquisizioni. Alcune molto vecchie, altre molto recenti. Su alcuni di questi dischi si trovano notizie molto dettagliate, su altre invece a malapena si riesce a risalire all’anno di registrazione o di pubblicazione. Spero siano apprezzate quanto io abbia apprezzato le loro condivisioni.

Inizio con questo, un disco meraviglioso, regalo di Christina Köpenik-Maderna, che ho conosciuto nel 1994 a Darmstadt. Pubblicazione 1969 (sbaglia di molto Discogs che lo attribuisce al 1965: quello fu l’anno di nascita della casa discografica Iramac, Olanda, che pubblicò il disco per prima. La EMI ne ottenne – nel 1972 e per breve tempo – la licenza di pubblicazione e distribuzione, e solo per l’Olanda: strana cosa questa…). Registrazione dell’ottobre 1968. Tornerò a parlarvene appena l’avrò finalmente rimasterizzato.

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