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  • grandezecky6

A Percussion Spectacular • Temianka

Aggiornato il: 23 set 2019

Ascoltato poco fa: disco notevole, pubblicato nel 1963 e decisamente molto ‘moderno’ (interessante lo è ancora!). Incisioni effettuate a Los Angeles nella American Legion Hall, il 5 e il 6 febbraio del 1962. Solo in streaming: https://www.amazon.it/Cantata-para-America-Mag…/…/B00GSDVYOY

La ‘Toccata’ di Carlos Chavez è la pagina scritta per prima, 1942, ed è ancora oggi sorprendete come non abbia per nulla perso in freschezza e bellezza sonora. La partitura fu a lungo tenuta nel cassetto, fino al 13 agosto del 1948 quando ricevette la premiere in Messico con la Orquesta Sinfónica de México sotto la direzione di Eduardo Hernandez Moncada. Il 1° dicembre 1952 fu poi eseguita in US, a Los Angeles, diretta dall’autore. Sono tre movimenti di grande fascino: I. Allegro sempre giusto; attacca: II. Largo; attacca: III. Adagio un poco marziale (il movimento più ‘teatrale’ dei tre). Non sono molto informato, ma concerti come quelli che si tenevano negli anni ’70, con una grande voglio di sperimentare e il coraggio di inserire nei programmi di sala concerti per sole percussioni, oggi non se ne vedono tanti. Questa pagina sarebbe perfettamente compresa ed apprezzata anche da quelli che ancora rimangono ‘perplessi’ davanti ad uno strumentale distribuito sul palcoscenico e composto da 2 rullanti, 3 huēhuētl (tamburo azteco che può avere diverse dimensioni, qui ne occorre 1 piuttosto piccolo e 2 grandi), 2 tamburi tenore (sono quelli che si vedono nelle sfilate e che si tengono a tracolla; tamburi tipici delle bande militari), 1 grancassa, claves (sono due legnetti che vengono battuti uno contro l’altro), maracas, 2 piatti sospesi su un’asta tipo quelle dei microfoni), 2 gong (1 grande e 1 piccolo), 2 set di campane tubolari, 1 glockenspiel, 1 xilofono e 3 timpani, distribuiti tra sei esecutori. Sarebbe una esperienza visiva di grande coinvolgimento.

53 sono invece gli strumenti (e non solo a percussione) che Alberto Ginastera chiede per la sua ‘Cantata para America Magica’: 1 xilofono, 1 marimba, 1 glockenspiel , 3 huēhuētl, 1 rullante, 1 tamburo tenore, 2 tamburi bassi, 6 muyù (che sono blocchi di legno cavo particolarmente usati in Cina e nel Tibet per sostenere ritmicamente funzioni di carattere sacro), 7 piatti normali + 2 grossi; 2 campanacci per bovini, 3 tam-tam (che sono molto simili ai gong), 2 bongo; campane tubolari, 3 triangoli; 1 guiro (affine allo strumento detto anche ‘raspa’, totalmente in legno e di dimensioni ridotte); 1 reco-reco (affine alla ‘raspa’, ma totalmente in metallo); 1 claves; 3 maracas, 3 sistri; 1 chocolho (ossia una forma moderna del sistro dell’antica Grecia e Roma, che non sono altro che tanti piccoli piatti – come quelli dei tamburelli – ordinati per grandezza e incastonati in una struttura di legno, o di metallo); 2 sea-shells (è uno strumento a fiato ricavato da una conchiglia); 1 set di campanelle da slitta; 2 grandi pietre che si devono battere impugnando altre pietre; 2 pianoforti e 1 violoncello.

Il testo suddiviso in sei movimenti ha carattere ombroso, sibillino: Preludio e Canto del Tramonto; Notturno e Canto d’Amore; Canto per la partenza dei Guerrieri; Interludio Fantastico (per sole percussioni); Canto di Agonie e Desolazione; Canto Profetico. Raquel Adonaylo (che strano cognome: adonai…) è il soprano scelto da Temianka per l’incisione discografica: soprano drammatico, con brunito registro di mezzosoprano, dalla voce espressiva ma appena sfocata, soprattutto quando deve scendere nei registri più bassi. Henri Temianka è molto conosciuto per essere stato un grande violinista (e tra i collezionisti per essere stato anche il primo violino nel mitico Paganini-Quartet e primo violino della Pittsburgh Symphony nell’era Fritz Reiner). La sua parte finale della carriera lo vede validissimo concertatore e direttore d’orchestra (ma in questo coadiuvato dall’altrettanto mitico William Kraft, primo percussionista della Los Angeles Philharmonic). Temianka non fu l’unico membro di quartetto (in genere) ad aver scelto anche il podio dell’orchestra per misurarsi con il pubblico…


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