CHI È ZECKY  WHO IS ZECKY

collezionista di vinili per passione

vinyl collector for passion

Tra le cose che ricordo con più piacere di quando ero bambino ci sono molti giocattoli, qualche libro illustrato, alcuni programmi televisivi della Rai (I ragazzi di Padre Tobia, Non è mai troppo tardi e – ovviamente – Carosello) e i dischi in vinile. Non erano miei, erano di mio padre – geniale elettrotecnico e intuitivo riparatore di giradischi – che li acquistava per poter testare la qualità degli impianti Hi-Fi.

 

Anni ’60: ricordo estati passate nelle spiagge di Chioggia Lido, con l’ombrellone accanto a gruppi di giovani - allora ventenni - e il loro mangiadischi con le canzoni di Rita Pavone o Gianni Morandi.

Ma quanto stupore e fascino suscitavano in un bambino tra i 6 e i 10 anni quegli scatolini sonori, arancioni, rossi e bianchi che In spiaggia nel pomeriggio i chioschi di bibite dispersi in quelle stesse spiagge diffondevano centinaia di canzoni! Benedetti juke-box, e io lì incollato a vedere il rito magico del cambio dei vari dischi grazie a quel buon robot che aveva le mani di acciaio e delicatamente prendeva, faceva suonare e poi riprendeva il 45 giri e lo rimetteva al suo posto nella rastrelliera…

Ma un ricordo è ancora più nella mia mente: il ‘cambia-dischi’ col disco che scende sul turntable e consente di ascoltare in automatico tre facciate di seguito senza alzarsi dalla poltrona. Era il ‘mio’ Garrard che possiedo ancora…

 

L’oggetto nero, il disco, l’unica cosa piatta in cui credere, è ora nel mio dna. Sto bene con i miei dischi: qualcuno l’ho consumato al punto di doverlo riprendere, altri non li ascolto da 30 anni. Con i dischi entro nella ‘Sindrome da Fahrenheit 451’, quella che procurano sia il libro che il film (il primo di Ray Bradbury, il secondo di François Truffaut con uno stralunato Oskar Werner e una impenetrabile Julie Christie, interpreti straordinari di una pellicola che mi è entrata nella pelle. La scena della ‘donna-libro’ che brucia con la sua intera biblioteca mi fa rabbrividire ancora oggi).

 

«Non esiste un disco da buttare», mi sono sempre detto: la ‘Sindrome da Fahrenheit 451’ è dura da debellare, anche se – con l’età – posso dire che di dischi brutti ce ne sono stati e ce ne sono ancora, e tanti.

Sono anche inutili?

Chi lo sa?

Sono da buttare?

No. Vale la ‘Legge di Falstaff’ (Verdi-Boito):

«Pur, senza me, costor con tanta boria,

non avrebbero un briciol di sale.

Son io che vi fa scaltri.

L'arguzia mia crea l'arguzia degli altri».

Il disco mediocre rende un altro migliore...

 

Il mercato del collezionismo del vinile è strano, spesso non coincide con l’oggettiva bellezza del contenuto musicale. Un vinile (uno qualunque) di Herbert von Karajan ha prezzi basso-accessibili, a parte la sua ultima registrazione vivente con i Wiener Philharmoniker (DG 429 2261, Bruckner, Sinfonia n. 7) che ha sempre avuto prezzi esorbitanti e ingiustificati, se non l’esiguo numero di copie stampate. Al contrario moltissimi vinili di Johanna Martzy o di Gioconda De Vito raggiungono prezzi inaccessibili per le medie-tasche. Martzy vs Karajan: non c’è discorso musicale che tenga, solo collezionistico o, peggio, feticistico.

Per quanto io sia talvolta compulsivo nell’acquisto dei vinili (si vedano le varie new entry in home page che aggiorno ogni settimana), non mi sono mai ritrovato in quel ristretto numero di pazzi collezionisti da 500 euro a botta per rari vinili in prima stampa, più per forma mentale che per le mie ‘normali’ possibilità economiche: sono prezzi immorali. Se qui vedrete Lp che oggi costano centinaia (e forse qualcuno migliaia) di euro è perché li ho da più di 30 anni, acquistati quando ero più giovane e il loro prezzo era  normale, quello ‘del negoziante’.

 

Nemico numero uno della collezione? Lo spazio.

Ad un certo punto finisce. Difficile crearne del nuovo, se non il spostare il tutto, traslocare.

Allora si sacrificano le doppie copie (qui ne proporrò alcuni in scambio) e magari qualche disco che con l’età e l’esperienza di ascolto, ci appare meno interessante.

 

Questa è la mia esperienza di collezionista.

E la vostra?

Among the things I remember with more pleasure than when I was a child, there are many toys, some illustrated books, some Rai Italian television programs (The boys of Father Tobia, Non è mai troppo tardi and - of course - Carosello) and the vinyl records. They weren't mine, they were from my father - brilliant electrical engineer and intuitive turntable repairman - who bought them to test the quality of Hi-Fi systems.

 

The 1960s: I remember summers spent on the beaches of Chioggia Lido (Venice), with a parasol next to groups of young people in their twenties and their transistor record players with songs by the Italian pop singers Rita Pavone or Gianni Morandi.

But how much amazement and fascination did the sonorous, orange, red and white boxes raise in a child between 6 and 10? Huge!

On the beach in the afternoon the kiosks of drinks scattered on those same beaches spread the sounds of their juke-boxes, and I glued to see the ritual of the magical change of the various discs thanks to that ‘good’ robot that had the hands of steel and delicately took, he played and then resumed his turn and put it back in his place in the rack ...

But memory is even more in my mind: my automatic Garrard –  that I still have – with the disk that goes down on the turntable and allows you to automatically listen to three facades below without getting up from the armchair.

 

The black object, the disc, the only flat thing to believe in, is now in my DNA. I'm fine with my records: I have consumed someone to the point of having to shoot them again, others have not listened to them for 30 years. With the discs coming in the 'Fahrenheit 451 Syndrome', the one that procured books and films (the first by Ray Bradbury, the second by François Truffaut with a bewildered Oskar Werner and an impenetrable Julie Christie, extraordinary interpreters of a film that entered me in the skin: the scene of the 'woman-book' that burns with her entire library makes me shudder at the mere memory).

 

"There is no disc to throw", I always said to myself: the "Fahrenheit 451 Syndrome" is hard to eradicate, even if - with age - I can say that there are bad records and many.

Are they also useless?

Who knows?

Are they to be thrown away?

No. The ‘Falstaff Law’ (Verdi-Boito) applies:

«Even without me, with so much arrogance,

they wouldn't have a little bit of salt.

It is I who makes you cunning.

My wit creates the wit of others ».

The ugly disc makes another one better...

 

The vinyl collecting market is strange, often not coinciding with the objective beauty of the musical content.

A vinyl (anyone) by Herbert von Karajan has low-accessible prices, apart from his last live recording with the Wiener Philharmoniker (DG 429 2261, Bruckner, Symphony No. 7) which has always had exorbitant and unjustified prices, if not the small number of printed copies. On the other hand, many Johanna Martzy or Gioconda De Vito vinyl reach inaccessible prices for medium-pockets. Martzy vs Karajan: there is no musical discourse that takes, only collector or, worse, fetishistic.

Although sometimes I too am compulsive in buying vinyl (see the new entries on the home page), I have never found myself in that small number of crazy collectors from 500 euros in a row for rare vinyls in the first print, more for mental form that for my 'normal' economic possibilities: they are immoral prices. If here you will see Lp that today cost hundreds (and perhaps some thousands) of euros it is because I have them for over 30 years, bought when I was younger and their price was normal, the "catalogue" price.

 

Enemy number one in the collection? Space.

At some point it ends. Difficult to create new ones, if not to move everything.

Then they sacrifice the double copies (here I will propose some in exchange / sale) and maybe some record that with age and listening experience, appears less interesting to us.

 

This is my experience as a collector.

And yours?

CONTATTATAMI

  • Facebook - Black Circle

©2019-2020 di I dischi di Zecky.

Creato con Wix.com